Fortunatamente ho potuto assistere ad alcuni incontri per poter comprendere e osservare direttamente alcune delle diverse tecniche e strategie che le logopediste attuano per aiutare e dar ai bambini gli strumenti utili al miglioramento, ad esempio ho assistito ad un incontro tra la logopedista e due bambini, i quali frequentavano con regolarità la seconda elementare e avevano alcuni problemi con la lettura, la comprensione e i vocaboli, durante l'intera ora a loro disposizione hanno eseguito diversi esercizi di lettura alternati ad esercizi di comprensione, successivamente la logopedista ha suddiviso una storia in singole frasi e i bambini hanno provato a ricomporle nel giusto ordine di sequenza.
Una cosa importante da sottolineare a mio parere è che i bambini sono molto seguiti con attenzione individualmente e ognuno di loro aveva anche un quaderno apposito per fare gli esercizi mirati, e soprattutto i bambini erano, la maggior parte del tempo, sereni e vogliosi di impegnarsi (anche se alcuni con qualche resistenza ma solo perché magari stanchi) ad esempio mi facevano più volte vedere con orgoglio il loro quaderno pieno di esercizi tutti ordinati, spiegandomi cosa avevano fatto e raccontandomi le storie che avevano scritto e a volte inventato.
mercoledì 27 marzo 2013
venerdì 22 febbraio 2013
L'accertamento diagnostico...
L'accertamento diagnostico di uno specifico disturbo evolutivo dell'apprendimento avviene in diverse fasi, in una prima fase si svolgono delle prove necessarie all'accertamento di un disturbo relativo alle abilità, quali: decodificazione e comprensione in lettura, ortografia in scrittura, numero e calcolo in aritmetica.
Questa fase permette di formulare una diagnosi provvisoria, successivamente si compie una verifica strumentale relativa alla presenza dei sintomi e dei dati acquisiti in questa fase, si è in grado di valutare il caso.
L'approfondimento del profilo del disturbo è fondamentale per la qualificazione funzionale del disturbo, infatti, l'indagine strumentale e l'osservazione clinica si muovono nell'ottica di completare il quadro diagnostico.
Questa fase permette di formulare una diagnosi provvisoria, successivamente si compie una verifica strumentale relativa alla presenza dei sintomi e dei dati acquisiti in questa fase, si è in grado di valutare il caso.
L'approfondimento del profilo del disturbo è fondamentale per la qualificazione funzionale del disturbo, infatti, l'indagine strumentale e l'osservazione clinica si muovono nell'ottica di completare il quadro diagnostico.
mercoledì 23 gennaio 2013
Un ambiente confortevole armonioso e accogliente...
Un ambiente sicuro e armonioso è essenziale per lavorare al
fine di raggiungere un rapporto di fiducia e per arrivare a aumentare le
potenzialità e arrivare a dei veri e propri miglioramenti.
Nello studio in cui ho svolto lo stage ho notato come
l’atmosfera armonica sia dell’ambiente sia dei collaboratori, porti a rafforzare un clima confortevole che accoglie il bambino e gli offre ciò di cui necessita per migliorare, e ad un
lavoro soddisfacente sia per le famiglie sia per chi lavora all’interno dello
studio logopedico.
La struttura in cui ho avuto la fortuna di poter svolgere il
mio stage si stende in un unico piano e si divide in varie stanze,
principalmente troviamo una stanza adeguata all’accoglienza, il primo vero
impatto visivo della famiglia con la struttura, successivamente troviamo delle
altre stanze tutte contrassegnate da colori diversi, ci sono le stanze utilizzate
per svolgere le attività con i bambini e una stanza adibita a palestra per le
attività motorie e per far scaricare e
giocare i bambini che hanno il bisogno di scaricarsi e sfogare la propria
vivacità.
sabato 12 gennaio 2013
Creare un rapporto di fiducia è essenziale....
Dalla mia esperienza ho potuto constatare come per aiutare chi possiede delle difficoltà sia lievi che gravi, necessiti di un'intervento specialistico, in quanto difficilmente, il recupero che viene effettuato nell'ambito ad esempio scolastico può, da solo, rimuovere la difficoltà.
Ogni percorso terapeutico , infatti, deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche del bambino, agli ambiti di competenza, potenzialità e difficoltà riscontrate, ai tempi di attenzione, ai livelli di motivazione e matacognizione individuati.
Risulta quindi a mio avviso utile, evidenziare come un adeguato intervento sia d'aiuto soprattutto se non comprende solo degli esercizi consoni, ma parte dalla realizzazione di un rapporto di fiducia tra chi necessita d'aiuto ad esempio il bambino e la sua famiglia con delle persone specializzate come la figura della logopedista o psicologa ecc...
Questo rapporto deve essere forte e la logopedista deve includere e saper gestire i vari stati d'animo (quali possono essere ad esempio ansia, frustrazione, timore, sensi di colpa ecc.), perché a volte questa relazione può essere anche problematica perciò bisogna prima di tutto SAPER ASCOLTARE L'ALTRO, COMPRENDERLO, ACCOGLIERLO, VALORIZZARLO E RICONOSCERLO.
Questo a mio parere personale...è un punto essenziale da cui partire perché una relazione giusta ed equilibrata può accrescere l'autostima del bambino, il quale non sentendosi "giudicato" o vincolato è libero di esprimersi e si vede che collabora spontaneamente, non sentendosi costretto, ma scherza e ride ed impara a gestire la sua difficoltà arrivando a dei veri e propri progressi.
Ogni percorso terapeutico , infatti, deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche del bambino, agli ambiti di competenza, potenzialità e difficoltà riscontrate, ai tempi di attenzione, ai livelli di motivazione e matacognizione individuati.
Risulta quindi a mio avviso utile, evidenziare come un adeguato intervento sia d'aiuto soprattutto se non comprende solo degli esercizi consoni, ma parte dalla realizzazione di un rapporto di fiducia tra chi necessita d'aiuto ad esempio il bambino e la sua famiglia con delle persone specializzate come la figura della logopedista o psicologa ecc...
Questo rapporto deve essere forte e la logopedista deve includere e saper gestire i vari stati d'animo (quali possono essere ad esempio ansia, frustrazione, timore, sensi di colpa ecc.), perché a volte questa relazione può essere anche problematica perciò bisogna prima di tutto SAPER ASCOLTARE L'ALTRO, COMPRENDERLO, ACCOGLIERLO, VALORIZZARLO E RICONOSCERLO.
Questo a mio parere personale...è un punto essenziale da cui partire perché una relazione giusta ed equilibrata può accrescere l'autostima del bambino, il quale non sentendosi "giudicato" o vincolato è libero di esprimersi e si vede che collabora spontaneamente, non sentendosi costretto, ma scherza e ride ed impara a gestire la sua difficoltà arrivando a dei veri e propri progressi.
venerdì 4 gennaio 2013
... Più precisamente ... Alcuni esercizi!!
Le diverse tecniche che precedentemente ho citato e che ho avuto la possibilità di osservare mentre svolgevo lo stage, sono ad esempio esercizi di lettura, di comprensione, divisioni in frasi (o vignette) da riordinare in modo logico ricostruendo una storia cercando di creare un rapporto tra causa-effetto, esercizi di pronuncia di determinate lettere (es: N.T,S...), esercizi di decifrazione, lettura di parole senza senso (es: TITA,TITO...), lettura di parole con associazioni a determinate figure per riuscire a globalizzare la parola, esercizi di disgrafia per riuscire a coordinare i movimenti e a gestire lo spazio e alla fine per i bambini più piccoli venivano usati i pregrafismi.
... In questo ambiente spesso la terapia per il bambino diventa un gioco per i più piccoli, un momento di scambio di esperienze e una crescita personale per gli adolescenti e gli adulti ... E a mio parere penso che sia una fondamentale per ottenere dei miglioramenti!
... In questo ambiente spesso la terapia per il bambino diventa un gioco per i più piccoli, un momento di scambio di esperienze e una crescita personale per gli adolescenti e gli adulti ... E a mio parere penso che sia una fondamentale per ottenere dei miglioramenti!
venerdì 12 ottobre 2012
Le difficoltà che si possono incontrare a scuola...
Da quello che ho potuto notare, durante la mia permanenza nello studio, è che spesso i problemi che questi bambini incontrano si accentuano spesso all'interno dell'ambiente scolastico, causando al bambino un'insicurezza e uno scarso rendimento scolastico, ciò provoca in lui una sensazione di frustrazione e delle reazioni comportamentali non consone all'apprendimento (come ad esempio: il bambino evita il compito che gli viene assegnato, crea opposizione, tende ad assumere aggressività verbale e a volte anche fisica), e le logopediste cercano di risolvere attraverso diverse tecniche ed esercizi e soprattuto dando spazio al bambino di esprimersi e lo ascoltano e soprattutto lo aiutano a trovare la strada giusta con i modi e i tempi di cui il bambino ha bisogno.
giovedì 27 settembre 2012
Alcune precisazioni ... e gli incontri ...
Le logopediste, come accennavo precedentemente si occupano di diverse patologie, come i disturbi alla voce, disturbi della pronuncia da cause organiche del vocal tract, disturbi della fluenza (con particolare riguardo per le balbuzie), disturbi delle funzioni corticali superiori con specifica attenzione alla codificazione ed alla decodificazione, disturbi centrali della motricità del distretto fono articolatorio, disturbi oligofrenici da "insufficienza mentale" e di disturbi da lesione sensoriale (con permanenza per la sordità).
Gli incontri con le logopediste e i bambini dai 4 ai 6 anni durano in tutto 45 minuti, mentre gli incontri con i bambini di età superiore o adulti durano un'ora.
Tra i vari casi che ho potuto assistere (i meno gravi, ovviamente, dove la mia presenza non poteva recare alcun problema al bambino e non comprometteva l'attività e il programma), riguardavano principalmente bambini dai 4/5 anni ai 12 anni con problemi di lettura, di comprensione, di ortografia, con disturbi del linguaggio e scarsa conoscenza dei vocaboli.
Gli incontri con le logopediste e i bambini dai 4 ai 6 anni durano in tutto 45 minuti, mentre gli incontri con i bambini di età superiore o adulti durano un'ora.
Tra i vari casi che ho potuto assistere (i meno gravi, ovviamente, dove la mia presenza non poteva recare alcun problema al bambino e non comprometteva l'attività e il programma), riguardavano principalmente bambini dai 4/5 anni ai 12 anni con problemi di lettura, di comprensione, di ortografia, con disturbi del linguaggio e scarsa conoscenza dei vocaboli.
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