venerdì 22 febbraio 2013

L'accertamento diagnostico...

L'accertamento diagnostico di uno specifico disturbo evolutivo dell'apprendimento avviene in diverse fasi, in una prima fase si svolgono delle prove necessarie all'accertamento di un disturbo relativo alle abilità, quali: decodificazione e comprensione in lettura, ortografia in scrittura, numero e calcolo in aritmetica.
Questa fase permette di formulare una diagnosi provvisoria, successivamente si compie una verifica strumentale relativa alla presenza dei sintomi e dei dati acquisiti in questa fase, si è in grado di valutare il caso.
L'approfondimento del profilo del disturbo è fondamentale per la qualificazione funzionale del disturbo, infatti, l'indagine strumentale e l'osservazione clinica si muovono nell'ottica di completare il quadro diagnostico.

mercoledì 23 gennaio 2013

Un ambiente confortevole armonioso e accogliente...


Un ambiente sicuro e armonioso è essenziale per lavorare al fine di raggiungere un rapporto di fiducia e per arrivare a aumentare le potenzialità e arrivare a dei veri e propri miglioramenti.
Nello studio in cui ho svolto lo stage ho notato come l’atmosfera armonica sia dell’ambiente sia dei collaboratori, porti a rafforzare un clima confortevole che accoglie il bambino e gli offre ciò di cui necessita per migliorare, e ad un lavoro soddisfacente sia per le famiglie sia per chi lavora all’interno dello studio logopedico.
La struttura in cui ho avuto la fortuna di poter svolgere il mio stage si stende in un unico piano e si divide in varie stanze, principalmente troviamo una stanza adeguata all’accoglienza, il primo vero impatto visivo della famiglia con la struttura, successivamente troviamo delle altre stanze tutte contrassegnate da colori diversi, ci sono le stanze utilizzate per svolgere le attività con i bambini e una stanza adibita a palestra per le attività motorie e per far scaricare e giocare i bambini che hanno il bisogno di scaricarsi e sfogare la propria vivacità.

sabato 12 gennaio 2013

Creare un rapporto di fiducia è essenziale....

Dalla mia esperienza ho potuto constatare come per aiutare chi possiede delle difficoltà sia lievi che gravi, necessiti di un'intervento specialistico, in quanto difficilmente, il recupero che viene effettuato nell'ambito ad esempio scolastico può, da solo, rimuovere la difficoltà.
Ogni percorso terapeutico , infatti, deve essere personalizzato in relazione alle caratteristiche psicologiche del bambino, agli ambiti di competenza, potenzialità e difficoltà riscontrate, ai tempi di attenzione, ai livelli di motivazione e matacognizione individuati.
Risulta quindi a mio avviso utile, evidenziare come un adeguato intervento sia d'aiuto soprattutto se non comprende solo degli esercizi consoni, ma parte dalla realizzazione di un rapporto di fiducia tra chi necessita d'aiuto ad esempio il bambino e la sua famiglia con delle persone specializzate come la figura della logopedista o psicologa ecc...
Questo rapporto deve essere forte e la logopedista deve includere e saper gestire i vari stati d'animo (quali possono essere ad esempio ansia, frustrazione, timore, sensi di colpa ecc.), perché a volte questa relazione può essere anche problematica perciò bisogna prima di tutto SAPER ASCOLTARE L'ALTRO, COMPRENDERLO, ACCOGLIERLO, VALORIZZARLO E RICONOSCERLO.

Questo a mio parere personale...è un punto essenziale da cui partire perché una relazione giusta ed equilibrata può accrescere l'autostima del bambino, il quale non sentendosi "giudicato" o vincolato è libero di esprimersi e si vede che collabora spontaneamente, non sentendosi costretto, ma scherza e ride ed impara a gestire la sua difficoltà arrivando a dei veri e propri progressi.

venerdì 4 gennaio 2013

... Più precisamente ... Alcuni esercizi!!

Le diverse tecniche che precedentemente ho citato e che ho avuto la possibilità di osservare mentre svolgevo lo stage, sono ad esempio esercizi di lettura, di comprensione, divisioni in frasi (o vignette) da riordinare in modo logico ricostruendo una storia cercando di creare un rapporto tra causa-effetto, esercizi di pronuncia di determinate lettere (es: N.T,S...), esercizi di decifrazione, lettura di parole senza senso (es: TITA,TITO...), lettura di parole con associazioni a determinate figure per riuscire a globalizzare la parola, esercizi di disgrafia per riuscire a coordinare i movimenti e a gestire lo spazio e alla fine per i bambini più piccoli venivano usati i pregrafismi.

... In questo ambiente spesso la terapia per il bambino diventa un gioco per i più piccoli, un momento di scambio di esperienze e una crescita personale per gli adolescenti e gli adulti ... E a mio parere penso che sia una fondamentale per ottenere dei miglioramenti!

venerdì 12 ottobre 2012

Le difficoltà che si possono incontrare a scuola...

Da quello che ho potuto notare, durante la mia permanenza nello studio, è che spesso i problemi che questi bambini incontrano si accentuano spesso all'interno dell'ambiente scolastico, causando al bambino un'insicurezza e uno scarso rendimento scolastico, ciò provoca in lui una sensazione di frustrazione e delle reazioni comportamentali non consone all'apprendimento (come ad esempio: il bambino evita il compito che gli viene assegnato, crea opposizione, tende ad assumere aggressività verbale e a volte anche fisica), e le logopediste cercano di risolvere attraverso diverse tecniche ed esercizi e soprattuto dando spazio al bambino di esprimersi e lo ascoltano e soprattutto lo aiutano a trovare la strada giusta con i modi e i tempi di cui il bambino ha bisogno.

giovedì 27 settembre 2012

Alcune precisazioni ... e gli incontri ...

Le logopediste, come accennavo precedentemente si occupano di diverse patologie, come i disturbi alla voce, disturbi della pronuncia da cause organiche del vocal tract, disturbi della fluenza (con particolare riguardo per le balbuzie), disturbi delle funzioni corticali superiori con specifica attenzione alla codificazione ed alla decodificazione, disturbi centrali della motricità del distretto fono articolatorio, disturbi oligofrenici da "insufficienza mentale" e di disturbi da lesione sensoriale (con permanenza per la sordità).

Gli incontri con le logopediste e i bambini dai 4 ai 6 anni durano in tutto 45 minuti, mentre gli incontri con i bambini di età superiore o adulti durano un'ora.
Tra i vari casi che ho potuto assistere (i meno gravi, ovviamente, dove la mia presenza non poteva recare alcun problema al bambino e non comprometteva l'attività e il programma), riguardavano principalmente bambini dai 4/5 anni ai 12 anni con problemi di lettura, di comprensione, di ortografia, con disturbi del linguaggio e scarsa conoscenza dei vocaboli.

giovedì 20 settembre 2012

Le possibili competenze dell'attività...

Nel corso della mia permanenza nello Studio Logopedico, mi è stato esplicitato in cosa consiste l'attività clinica al suo inizio, ovvero:

- nella raccolta della storia del paziente;
- nell'esame delle abilità e disabilità comunicative con particolare attenzione alla natura, alle articolazioni ed alla gravità dei disturbi;
- nel trattamento del paziente con modalità preventive educativo/abilitative, rieducativo/riabilitative;
- nel counselling per il paziente, per i parenti (genitori ecc) ed è essenziale in alcuni casi il contatto con le agenzie sociali della famiglia, della scuola, delle pubbliche e private istituzioni, del lavoro.